Ho incontrato gli "ultimi" e hanno lasciato tracce indelebili. Mi hanno insegnato l'amarezza della sconfitta, il dolore del nonsenso, la lancinante solitudine dei perdenti. Davanti a loro ho imparato il silenzio del rispetto.
Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino. P. Coehlo
giovedì 21 luglio 2016
domenica 1 maggio 2016
domenica 24 gennaio 2016
10 anni a Quinto Romano
DIECI ANNI DOPO
gennaio 2006: dopo qualche mese di preparazione, con tanto entusiasmo e qualche titubanza nasce la Cooperativa Sociale Nuove Risorse, che trova sede in quell’angolo sperduto della periferia milanese chiamato Quinto Romano. Ricordo come fosse ieri lo sguardo incuriosito dei “nativi” all’alzarsi della saracinesca della nostra prima sede, in piazzetta. Poi sono volati questi dieci anni, pieni di volti ognuno con la propria storia, i primi laboratori creativi, il doposcuola, l’accoglienza dei ragazzi disabili, i primi campus in Inghilterra, le gite, le persone che si sono avvicinate sempre più, coloro che sono andati per altre strade. E la trasformazione in Associazione , il cambio di sede, la Biblioteca, gli ex studenti che diventano insegnanti, i nostri volontari...Se mi volto indietro provo tanta commozione, perchè questi sono stati anche i dieci anni più faticosi della mia vita, con tanto dolore ma anche con una spinta forte a venirne fuori, a trovare per prima dentro di me le Nuove Risorse che servivano per farcela. In questi dieci anni sono cambiata profondamente, ho sperimentato il tradimento di alcune persone, l’invidia ma anche cosa significhi la vera amicizia, ho visto persone che nel silenzio hanno compreso ciò che stava accadendo e hanno saputo sostenere me e tutti coloro che insieme a me hanno percorso questi anni. Grazie di cuore a tutti, siete tantissimi per potervi nominare uno ad uno, ma siete tatuati dentro di me . Il mio desiderio più grande è che tutto questo continui a crescere, che i “ragazzi” abbiano la forza di andare avanti anche quando sempre tutto difficile, quando si fa fatica a tirare avanti perchè incombono le spese. Non perdetevi d’animo, mai.
lunedì 16 giugno 2014
la quiete interrotta
Non sono solita commentare fatti di cronaca, ma questa volta mi sento di
esprimere qualche considerazione in merito ad un tristissimo fatto
accaduto qui vicino, nell'hinterland milanese: Mi riferisco al triplice
omicidio di Motta Visconti, subito dato in pasto a tutti in una piovosa
domenica di giugno ed in merito al quale tutti subito a fare congetture
più o meno azzeccate.
Conosco i luoghi, sono l'immagine della quiete e di un relativo benessere, posti dove la domenica noi sfortunati cittadini andiamo in visita a quei fortunati amici che "si sono fatti la villetta", magari con il sacrificio di transumanze quotidiane da e per Milano. Luoghi dove non dovrebbe vigere l'anonimato cittadino e la rete sociale dovrebbe essere più forte, di sostegno alle famiglie. Luoghi nei quali se sei in difficoltà dovrebbe essere più facile trovare qualcuno che ti ascolti. I paesi, la "provincia" - come si suol dire- sono caratterizzati da una curiosità e un pettegolezzo che nella città vengono meno, ma solitamente sono la controparte di una maggiore solidarietà.
Personalmente credo che, al di là del dolorosissimo evento in merito al quale ritengo si debba solo tacere per pietas, andrebbero fatte delle riflessioni sulla solitudine nella quale sono lasciate le persone e le famiglie, spesso senza luoghi d confronto per affrontare le difficoltà che s vengono a creare nel quotidiano e nel cammino che si percorre insieme.
Conosco i luoghi, sono l'immagine della quiete e di un relativo benessere, posti dove la domenica noi sfortunati cittadini andiamo in visita a quei fortunati amici che "si sono fatti la villetta", magari con il sacrificio di transumanze quotidiane da e per Milano. Luoghi dove non dovrebbe vigere l'anonimato cittadino e la rete sociale dovrebbe essere più forte, di sostegno alle famiglie. Luoghi nei quali se sei in difficoltà dovrebbe essere più facile trovare qualcuno che ti ascolti. I paesi, la "provincia" - come si suol dire- sono caratterizzati da una curiosità e un pettegolezzo che nella città vengono meno, ma solitamente sono la controparte di una maggiore solidarietà.
Personalmente credo che, al di là del dolorosissimo evento in merito al quale ritengo si debba solo tacere per pietas, andrebbero fatte delle riflessioni sulla solitudine nella quale sono lasciate le persone e le famiglie, spesso senza luoghi d confronto per affrontare le difficoltà che s vengono a creare nel quotidiano e nel cammino che si percorre insieme.
giovedì 17 aprile 2014
Pietre di scarto
Vorrei che potessimo liberarci dai macigni che ci opprimono, ogni giorno: Pasqua è la festa dei macigni rotolati. E’ la festa del terremoto. La mattina di Pasqua le donne, giunte nell’orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all’imboccatura dell’anima che non lascia filtrare l’ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l’altro. E’ il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell’odio, della disperazione del peccato. Siamo tombe alienate. Ognuno con il suo sigillo di morte.
Pasqua allora sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l’inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la resurrezione di Cristo.
(Pietre di Scarto di don Tonino Bello)
venerdì 17 gennaio 2014
Vita
Voglio vivere la realtà.
Meglio che descrivere
con verosimiglianza il fuoco
è essere un piccolo tizzone vivo.
Voglio, prima o poi, semplicemente vivere
ciò che dico,
discorrere con la gente.
Voglio fare l'insegnante.
Poiché sono stato così solo,
voglio parlare a quelli che sono soli.
Gibran
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